Home  /  Blog  /  MS-39
Post-operatorio

Secchezza oculare dopo il laser:
cosa aspettarsi davvero.

La secchezza oculare dopo il laser è il side-effect più citato — e il più frainteso. Non è una conseguenza inevitabile, non è permanente, e la tecnica chirurgica scelta fa una differenza enorme.
Dr. Federico Mossa·FMH Oftalmologia·Aprile 2026·7 min di lettura

Quasi tutti i pazienti che vengono in visita ci chiedono la stessa cosa: avrò gli occhi secchi dopo il laser? La risposta onesta è: sì, probabilmente, per un periodo limitato. Ma il grado, la durata e l'impatto sulla qualità della vita dipendono dalla tecnica utilizzata.

Perché il laser causa secchezza temporanea

La cornea è uno dei tessuti più innervati del corpo. I nervi corneali — rami del nervo trigemino — regolano il riflesso di ammiccamento (apertura e chiusura palpebrale) e la produzione lacrimale. Qualsiasi procedura laser che agisce sulla cornea interrompe temporaneamente una parte di queste fibre nervose. Il risultato è una riduzione transitoria della sensibilità corneale e, di conseguenza, una minore stimolazione della ghiandola lacrimale.

È un effetto neurogenico, non un danno alla ghiandola lacrimale stessa. La ghiandola funziona — è il segnale nervoso che è temporaneamente ridotto.

TransPRK vs LASIK vs SMILE: la differenza è nei nervi

Il livello di secchezza post-operatoria dipende direttamente dalla quantità di fibre nervose interrotte durante l'intervento.

LASIK — il taglio del flap corneale seziona il plesso nervoso sub-basale su tutta la circonferenza del flap (diametro 8-9 mm). Questo è il meccanismo principale della secchezza post-LASIK. La rigenerazione nervosa richiede 6-12 mesi, e in una piccola percentuale di pazienti la secchezza può persistere oltre l'anno, o a vita in casi rari.

SMILE — l'incisione è più piccola (2-4 mm) rispetto al flap LASIK, quindi meno fibre vengono interrotte. La secchezza è generalmente inferiore alla LASIK, ma la dissecazione intrastromale del lenticolo coinvolge comunque fibre nervose profonde.

TransPRK SmartSurfACE — nessun taglio, nessun flap, nessuna incisione. Il laser rimuove l'epitelio e lo stroma superficiale in un unico passaggio. Il plesso nervoso sub-basale viene parzialmente interessato dall'ablazione solo nel caso di forti correzioni, ma non viene sezionato come nella LASIK. La rigenerazione nervosa è più rapida perché le fibre non sono tagliate ma assottigliate. La secchezza è tipicamente più lieve e più breve.

Cosa aspettarsi concretamente

Nella nostra esperienza con la TransPRK:

Prima settimana: secchezza moderata, gestita con lacrime artificiali senza conservanti ogni 1-2 ore. Il paziente percepisce una sensazione di "granello" che diminuisce giorno dopo giorno.

Primo mese: la secchezza si riduce progressivamente. La maggior parte dei pazienti passa a lacrime artificiali 3-4 volte al giorno. La sensibilità corneale è in fase di recupero.

Terzo mese: la secchezza residua è minima o assente nella grande maggioranza dei pazienti. Le lacrime artificiali vengono usate solo "al bisogno" — davanti allo schermo per ore, in ambienti con aria condizionata, in aereo.

Sesto mese: ritorno alla normalità per la quasi totalità dei pazienti. La sensibilità corneale è completamente recuperata.

Fattori di rischio pre-operatori

Non tutti partono dallo stesso livello. Alcuni fattori aumentano il rischio di secchezza post-operatoria prolungata: uso prolungato di lenti a contatto (che già riduce la sensibilità corneale), età superiore a 50 anni (la produzione lacrimale diminuisce fisiologicamente), sesso femminile (fattori ormonali), blefarite o disfunzione delle ghiandole di Meibomio, farmaci sistemici (antidepressivi, antistaminici, beta-bloccanti).

Questi fattori vengono valutati durante la visita diagnostica. Il tomografo MS-39 include un'analisi avanzata del film lacrimale basata sulla topografia Placido: la regolarità e la stabilità del film vengono misurate e documentate. Se il paziente presenta una secchezza oculare significativa già prima dell'intervento, lo trattiamo prima e operiamo dopo — oppure non operiamo.

Come gestiamo il post-operatorio

Dopo ogni intervento TransPRK, il paziente riceve nel suo portale paziente le istruzioni complete: schema dei colliri (antibiotico + antinfiammatorio + lacrime artificiali), tempistica dei controlli, contatto diretto con la clinica. Nessun foglio da perdere, nessun dubbio a casa.

I controlli post-operatori — inclusi nella tariffa dell'intervento per 12 mesi — permettono di monitorare la rigenerazione corneale e di adattare la terapia lacrimale se necessario. La garanzia di 5 anni copre anche eventuali enhancement nei rarissimi casi in cui il risultato cambia nel tempo.

La trasparenza come principio

La secchezza oculare post-operatoria esiste. Negarla sarebbe disonesto. Ma nella pratica clinica reale — con la TransPRK SmartSurfACE, una diagnostica pre-operatoria completa e un follow-up strutturato — è un fenomeno transitorio, gestibile e prevedibile. Non è un motivo per non operarsi. È un motivo per scegliere la tecnica giusta e il chirurgo giusto.

FOTO
Dr. Federico Mossa
FMH Oftalmologia · Direttore medico CEMO
Specializzazione University of Oxford. +25'000 interventi.
Profilo completo →

Ha dubbi sulla secchezza?

Analisi del film lacrimale + tomografia completa. Visita gratuita.

Prenota la visita gratuita
È un oculista? Entri nella rete EasyLaser →
Dr. Federico MossaFMH Oftalmologia  ·  Direttore medico CEMO dal 2011  ·  +25'000 interventi  ·  6 pubblicazioni: JCRS · JAMA · BJO · Eye · Springer  ·  Aggiornato Aprile 2026
FMHISO 9001/13485+25k interventi4 cliniche CHGaranzia 5 anni6 PubMed
Chiamare