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Tecnologia

Topografia corneale MS-39:
perché 25'000 punti
cambiano la diagnosi.

La cornea ha uno spessore di mezzo millimetro. Dentro quel mezzo millimetro ci sono strati con comportamenti diversi. Vedere un numero medio o vedere 25'000 punti strato per strato è la differenza tra un'ipotesi e una certezza clinica.
Dr. Federico Mossa·FMH Oftalmologia·Aprile 2026·8 min di lettura

Nella chirurgia refrattiva, la qualità della diagnosi determina la qualità del risultato. Non il gesto chirurgico — che dura 20 secondi — ma la comprensione micrometrica della cornea — al millesimo di millimetro — su cui quel gesto viene eseguito. Il tomografo corneale è lo strumento che rende possibile questa comprensione.

Nelle nostre cliniche utilizziamo il CSO MS-39, distribuito da SCHWIND come parte integrante del loro ecosistema diagnostico. È lo strumento su cui si basa ogni nostra decisione clinica.

Cosa misura il MS-39

Il MS-39 combina due tecnologie complementari in un unico dispositivo: un disco di Placido per la topografia della superficie anteriore e un OCT a dominio spettrale (SD-OCT) per la tomografia dell'intero segmento anteriore. Il risultato è una mappa tridimensionale della cornea con oltre 25'000 punti di misurazione, una risoluzione assiale di 3,6 µm e sezioni trasversali su un diametro di 16 mm.

In termini clinici, questo significa che il MS-39 produce simultaneamente: la mappa di curvatura della superficie anteriore (dal Placido), la mappa di curvatura della superficie posteriore (dall'OCT), la pachimetria punto per punto su tutta la cornea (non un singolo valore al centro), il profilo di elevazione anteriore e posteriore, la mappa epiteliale separata dalla mappa stromale, e l'imaging ad alta risoluzione di camera anteriore, iride e cristallino.

1 punto vs 25'000 punti

Un pachimetro a ultrasuoni — lo strumento tradizionale — misura lo spessore corneale in un singolo punto al centro. Il chirurgo ottiene un numero: 540 µm, ad esempio. Ma la cornea non è uniforme. Il punto più sottile può trovarsi a 1-2 mm dal centro, in una posizione che il pachimetro tradizionale non raggiunge.

Un cheratometro classico misura la curvatura corneale in 4 punti. Il chirurgo ottiene due raggi di curvatura (K1, K2) e un asse. Ma un'asimmetria localizzata — un inizio di ectasia, un'irregolarità post-traumatica — può trovarsi tra quei 4 punti e passare inosservata.

Il MS-39 misura 25'000 punti. Non esistono zone cieche. Un assottigliamento localizzato, un'asimmetria della superficie posteriore, un'irregolarità epiteliale — tutto emerge dalla mappa. La differenza non è accademica: è la differenza tra operare un paziente che non dovrebbe essere operato e individuare il problema prima.

L'effetto mascheramento epiteliale

Questo è il concetto più importante che il MS-39 ha reso visibile nella pratica clinica quotidiana. L'epitelio corneale — lo strato più superficiale, spesso circa 50-55 µm — ha una capacità naturale di compensare le irregolarità dello stroma sottostante. Dove lo stroma si assottiglia o si incurva (come nel cheratocono iniziale), l'epitelio si ispessisce per colmare la depressione. Il risultato è una superficie anteriore che appare più regolare di quanto non sia in realtà.

Questo effetto — chiamato epithelial masking — significa che un topografo che misura solo la superficie anteriore (come un Placido isolato o un cheratometro) può non vedere un cheratocono subclinico. La superficie anteriore sembra normale perché l'epitelio ha compensato. Ma sotto l'epitelio, lo stroma è già alterato.

Il MS-39 risolve questo problema perché misura separatamente lo spessore epiteliale e lo spessore stromale. Una mappa epiteliale che mostra un assottigliamento localizzato sopra il cono — tipicamente infero-temporale — è spesso il primo segno clinico di un cheratocono che la topografia anteriore non mostra ancora. Questo dato può cambiare la decisione: da "idoneo" a "non idoneo".

La superficie posteriore: il segnale precoce

La superficie posteriore della cornea è il secondo indicatore critico. Nel cheratocono subclinico, la superficie posteriore si deforma prima di quella anteriore. Un'elevazione posteriore anomala — anche di pochi micron — è un segnale d'allarme che un topografo solo-Placido non può rilevare, perché il Placido misura esclusivamente la superficie anteriore per riflessione.

Il MS-39, grazie all'OCT, misura direttamente la superficie posteriore con la stessa precisione della anteriore. L'analisi combinata — elevazione anteriore + elevazione posteriore + mappa epiteliale + pachimetria differenziale — produce un quadro diagnostico che nessun singolo parametro può fornire da solo.

Confronto tecnologico

ParametroCheratometroPlacido isolatoScheimpflugMS-39 (Placido + OCT)
Punti di misura4~8'000~25'000>25'000
Superficie anterioreParzialeCompletaCompletaCompleta (Placido ad alta risoluzione)
Superficie posterioreNoNoSì (OCT diretto)
Mappa epitelialeNoNoNoSì (3,6 µm di risoluzione)
PachimetriaNoNoPunto per puntoPunto per punto (epitelio + stroma separati)
Sezioni trasversaliNoNoSì (Scheimpflug, bassa risoluzione)Sì (SD-OCT, 16 mm, alta risoluzione)
Rilevamento cheratocono subclinicoTardivoParzialeBuonoPrecoce (masking epiteliale + posteriore)

Integrazione nell'ecosistema SCHWIND

Il MS-39 non è uno strumento isolato. I suoi dati alimentano direttamente il software SCHWIND CAM per il calcolo del profilo di ablazione, il sistema ForeSight per la simulazione predittiva, e il laser AMARIS 1050RS per il trattamento. Il flusso è nativo: nessuna conversione di formato, nessuna approssimazione, nessun passaggio manuale. Dalla misurazione alla simulazione al laser, i dati viaggiano in un ecosistema unico.

Per approfondire come ForeSight utilizza i dati dell'MS-39: ForeSight AI: simulare il risultato prima di operare →

Cosa significa per il paziente

Il paziente non vede il MS-39 come uno strumento complesso. L'esame dura 2-3 secondi per occhio. Il paziente fissa una luce, senza contatto, senza collirio, senza disagio. Ma quei 2-3 secondi producono una quantità di informazioni cliniche che nessun esame manuale potrebbe eguagliare.

Se le è stato detto che non è operabile — o al contrario che è operabile — sulla base di una cheratometria a 4 punti e un pachimetro a contatto, quella valutazione potrebbe essere incompleta. Una tomografia MS-39 completa può confermare la diagnosi o cambiarla. Nella nostra esperienza, circa il 5-8% dei pazienti che arrivano con un'idoneità dichiarata altrove presenta anomalie visibili solo con la tomografia OCT e la mappa epiteliale.

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Dr. Federico Mossa
FMH Oftalmologia · Direttore medico CEMO
Specializzazione University of Oxford. +25'000 interventi.
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Dr. Federico MossaFMH Oftalmologia  ·  Direttore medico CEMO dal 2011  ·  +25'000 interventi  ·  6 pubblicazioni: JCRS · JAMA · BJO · Eye · Springer  ·  Aggiornato Aprile 2026
FMHISO 9001/13485+25k interventi4 cliniche CHGaranzia 5 anni6 PubMed
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